HomeRiminiCronacaDistretto moda, l’ora più buia. Sos occupazione in RomagnaDa Aeffe a Gilmar, il settore paga la crisi dell’export. I sindacati: "Servono risposte di sistema"Una sfilata del febbraio scorso. Il distretto riminese è un’eccellenza del made in ItalyRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn’eccellenza del made in Italy che vive il momento più buio. Il distretto riminese della moda è in grande sofferenza e sta pagando un prezzo altissimo alla crisi che ha colpito il settore. Se le difficoltà erano inizialmente limitate alle piccole imprese artigiane, ora coinvolgono anche i marchi storici. Due su tutti a San Giovanni in Marignano, il cuore pulsante del distretto riminese: Aeffe, la maison fondata da Alberta Ferretti, e Gilmar, altra realtà di riferimento alla quale fanno capo marchi importanti come Iceberg.
Il caso di Aeffe è il più emblematico. La crisi si trascina da mesi, con l’apertura della procedura di composizione negoziata della crisi seguita dall’esperto Riccardo Ranalli. Dopo aver annunciato 221 esuberi lo scorso inverno – 120 al momento le persone licenziate – e aver attivato la cassa integrazione ordinaria per oltre 400 lavoratori tra Romagna e Lombardia, l’azienda è ora al centro di una partita per l’ingresso di un nuovo socio industriale. La decisione è attesa entro la metà di luglio: in lizza ci sono Oxy Capital, che ha presentato un’offerta preliminare, e un’azienda asiatica il cui nome è ancora top secret.







