HomeMontecatiniCronacaLa crisi del calzaturiero: "Servono aiuti per evitare che il distretto si spopoli"Silvestri (Filctem Cgil): "Poco lavoro, gli ammortizzatori sociali non bastano. Chi esce ora da questo settore non tornerebbe in caso avvenga una ripresa".La Cgil è tornata a intervenire riguardo la crisi del comparto calzaturiero che ha colpito la provincia di Pistoia e soprattutto il distretto delle scarpe di Monsummano Terme, Pieve a Nievole e LarcianoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguici"Se non si interviene adesso, potremmo non avere più manodopera specializzata a breve nel settore calzaturiero". Si potrebbe riassumere così la posizione presa dalla Cgil, riguardo la crisi del comparto che ha colpito la provincia e soprattutto il distretto delle scarpe di Monsummano, Pieve a Nievole e Larciano. Secondo quanto riporta in una nota Emiliano Silvestri, della Filctem Cgil Prato Pistoia, il comparto storico affronta "una crisi che dura da anni, legata al calo degli ordinativi, all’aumento dei costi di produzione e alla crescente concorrenza sia nazionale che sia internazionale (Portogallo e Slovenia in primis). Negli ultimi anni numerose aziende della filiera – tra calzaturifici, tomaifici, laboratori artigiani e imprese dell’indotto – hanno registrato una significativa riduzione del lavoro, con conseguenze pesanti sul piano occupazionale e produttivo. A incidere sono stati l’aumento dei costi energetici e delle materie prime e la contrazione dei consumi trainata dalla diminuzione della domanda da parte di note griffe. Il rischio concreto è quello di disperdere un patrimonio di competenze professionali, artigianalità e know-how costruito in decenni di attività produttiva. Il distretto di Monsummano Terme ha infatti rappresentato per lungo tempo un punto di riferimento per la qualità della manifattura calzaturiera toscana e italiana, contribuendo in maniera determinante all’economia locale e all’occupazione di centinaia di famiglie".