HomePratoCronacaLa banca clandestina : "No" alla scarcerazioneIl tribunale del Riesame rigetta i ricorsi di undici dei 57 indagati che avevano chiesto l’alleggerimento della misura. Accolto l’impianto accusatorio della Dda.Le intercettazioni ambientali della squadra mobile: lo scambio dei soldiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMisure cautelari confermate per i presunti promotori della banca clandestina che riusciva a smuovere fino a cento milioni di euro all’anno senza spostare fisicamente il denaro da una paese all’altro. E’ quanto ha deciso il tribunale del Riesame che ha rigettato i ricorsi presentati dai legali di undici dei 57 indagati finiti in carcere o agli arresti domiciliari. Solo per uno il Riesame ha concesso l’alleggerimento della misura cautelare, dai domiciliari all’obbligo di firma.

Il Riesame ha accolto in pieno la ricostruzione fornita dalla Dda di Firenze (pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli) che avrebbe accertato l’esistenza di una vera e propria banca clandestina, che aveva sede a Prato, capace di spostare denaro da un paese all’altro con il sistema di transazione islamica chiamato ‘hawala’, noto in Cina come ‘chop-shop’ (moneta volante), che non ha tracciabilità e si basa sulla fiducia fra intermediari.