Polverini lavora in un ristorante a Orvieto e la sera torna in carcere. "Difficile da digerire, ma è la legge" .Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Claudio Roselli
Sono trascorsi dieci anni esatti dall’orribile delitto che sconvolse l’opinione pubblica dell’Alta Valle del Tevere e non solo: l’omicidio di Katia Dell’Omarino, inserito nella categoria dei femminicidi. E il suo assassino, salvo la parentesi notturna, è adesso di fatto un uomo libero. Il cadavere della donna (che avrebbe compiuto 40 anni il novembre successivo) venne scoperto la mattina del 12 luglio 2016, un martedì, da un passante sulla scarpata del torrente Afra all’altezza del ponte San Francesco a un chilometro dal centro urbano della città lungo la strada per la Montagna e Montecasale. L’autore del fatto, avvenuto in piena notte, aveva dapprima fatto ricorso ai pugni, poi con un martello aveva inferto i colpi mortali sulla testa di Katia, una volta uscito dall’auto. Si aprì un’estate calda sul versante delle indagini: tante persone al vaglio dei carabinieri, più supposizioni e poi la mattina del 16 settembre l’arresto di Piter Polverini, oggi 34enne, atteso dai militari dell’Arma all’uscita della sua casa a San Giustino mentre si stava recando al lavoro. Attraverso un minuzioso lavoro, con tanto di immagini di una telecamera privata risultate decisive, erano stati ricostruiti i movimenti di quella serata che lo avevano praticamente inchiodato. Polverini ammise le sue responsabilità: l’iniziale e acceso diverbio, originato da una prestazione sessuale che il ragazzo non avrebbe pagato, sfociò in tragedia. I passi giudiziari più significativi sono stati due: quello del gennaio 2020, con la Cassazione che stabilì per lui la condanna definitiva a 14 anni di reclusione e quello del luglio 2023, quando gli è stata concessa la semilibertà grazie al suo comportamento da carcerato modello. Polverini, difeso dagli avvocati Piero Melani Graverini e Mario Cherubini, si trova ancora a Orvieto, dove di giorno lavora in un ristorante e poi alla sera fa rientro in carcere per trascorrervi la notte.






