Telefonate e mail senza risposta e la paura, dopo l’alluvione del novembre 2023, è quella che la vegetazione lasciata crescere indisturbata in un fosso possa trasformarsi in un problema serio. È quanto riferiscono al segretario provinciale della Lega di Prato, David Carlesi, i residenti di sei abitazioni tra Galciana e Sant’Ippolito, lungo via Visiana, che si affacciano sul torrente Ficarello nel tratto che costeggia le case prima di immettersi nel parallelo Bagnolo. Le fotografie scattate dai residenti e fatte pervenire a Carlesi mostrano un fosso quasi del tutto invaso da canne alte diversi metri e da erba ormai secca, sia nell’alveo che sulle sponde. Una vegetazione che, secondo chi vive nella zona, avrebbe dovuto essere tagliata entro il 31 maggio, come previsto – riferiscono i residenti, che dicono di essersi informati direttamente sul regolamento consortile – dal Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno: "Siamo a luglio inoltrato e non è stato fatto niente". Tra le voci raccolte da Carlesi c’è una residente che da settimane cerca una risposta: "Sto telefonando, mando mail ma nessuno mi prende in considerazione". Altri hanno provato a sollecitare gli uffici del Consorzio senza ottenere riscontri. "L’area ha già pagato un prezzo alto, con l’esondazione del Bagnolo e 170 persone evacuate tra Sant’Ippolito e Casale – dice David Carlesi – e che un fosso della zona resti pieno di canne ben oltre i termini che il Consorzio si è dato, e chi segnala non riesca nemmeno a ottenere un riscontro è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare".
Un canneto nell’alveo: "Nessuno ci risponde"
Telefonate e mail senza risposta e la paura, dopo l’alluvione del novembre 2023, è quella che la vegetazione lasciata...









