Cibi e bevande portati da casa e atmosfera cambiata al parco di Posatora. Dopo le polemiche social e le interpellanze del Pd alla giunta comunale parla Federico Gasparroni, titolare del Posapark.

Gasparroni, come siete arrivati a dover mettere quel cartello in cui invitavate la gente a consumare nel vostro locale?

"La Posapark Srl non gestisce semplicemente un chiosco. Il contratto, seguendo il bando, comprende aree pertinenziali concesse in regime permanente e aree funzionali date a uso temporaneo ed esclusivo nella fascia oraria 18-01. Il Parco Belvedere resta naturalmente un bene pubblico, ma le aree oggetto di concessione non sono, durante l’utilizzo autorizzato, spazi a libera fruizione indifferenziata. Sono aree affidate a un concessionario, con una precisa destinazione economica, commerciale, organizzativa e funzionale".

Qualcuno sostiene che il divieto di portare bibite e panini da casa l’abbiate creato voi, è così?

"Non è una scelta arbitraria, ma una regola coerente con la destinazione dell’area concessa, destinata alla somministrazione, agli eventi e alle attività autorizzate. Non è possibile pretendere di utilizzare spazi affidati in concessione come se fossero un’area picnic, occupando tavoli, sedute, spazi attrezzati, servizi, illuminazione, pulizia, sicurezza ecc. Sosteniamo canoni, oneri e spese per tutto questo".