HomeLuccaCronaca"La mia Turandot, vera condottiera". A Palazzo Guinigi la luce di TongianiFino al prossimo 16 luglio la mostra "In luminis oras" propone oltre 40 opere dell’artista legato a PucciniA Palazzo Guinigi fino al 16 luglio “In luminis oras. Le sponde della luce” propone più di quaranta opere – dipinti, sculture e acquarelli – che vanno ben oltre la celebrazione dei 100 anni dalla prima di “Turandot”Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLUCCAAncora qualche giorno per visitare a Palazzo Guinigi l’interessante mostra del maestro Vito Tongiani, 86 anni, artista poliedrico e internazionale: nato in Slovenia da genitori di Massa là trasferiti, ha vissuto nella sua città di origine ma anche a Torino, Parigi e in Marocco, fra Essaouira e Marrakech dove ancora passa lunghi periodi dell’anno alternandoli con la sua casa-atelier sulle alture di Camaiore. Così, visti anche i suoi frequenti viaggi, la visione della sua arte non ha confini né limiti di ispirazione: se le statue e le fontane gli hanno dato grande visibilità, la sua pittura lo rende comunque uno dei massimi autori a cavallo fra Novecento e Duemila.
A Palazzo Guinigi fino al 16 luglio "In luminis oras. Le sponde della luce" propone più di quaranta opere – dipinti, sculture e acquarelli – che vanno ben oltre la celebrazione dei 100 anni dalla prima di “Turandot”, che debuttò nel 1926 due anni dopo la morte di Giacomo Puccini. La relazione fra Tongiani e il musicista lucchese è evidente nella statua che l’artista massese, ma inquilino del mondo, ha realizzato in piazza Cittadella senza ai riuscire però a fare cambiare il nome ad essa in piazza Puccini. E la principessa Turandot, protagonista di quella che vuole essere una favola, è un personaggio che Vito ha legato a uno realmente esistente, la pronipote di Gengis Khan, la principessa mongola Khutulun: ella, guerriera indomita di molti pretendenti, decise di sceglierlo non con un indovinello, ma chi la battesse nella lotta.








