In un massiccio volume Maurizio Viroli torna su una figura tra le più ricorrenti delle sue ricerche, erigendo un monumento a Machiavelli repubblicano (Laterza «Storia e Società», trad. di Stefano U. Baldassarri, pp. XVI-502, € 38,00) in venti capitoli che, in due parti, ne esplorano ogni aspetto: la prima di taglio biografico, la seconda tesa a disegnare gli elementi teorici portanti di un patriottismo mai attenuato: «L’amor patrio era in lui – scrive a conclusione in una epigrafica sintesi sepolcrale – la passione più profonda di tutte. I suoi obiettivi principali erano liberare l’Italia dalla dominazione straniera e Firenze dalla tirannia.

Solo un redentore come quello da lui immaginato, descritto e invocato avrebbe potuto realizzare gli ideali che lo ispirarono nel suo lavoro e per i quali compose le sue opere, da vero cittadino repubblicano, quale egli era». Già il termine «redentore» evidenzia la tensione profetica che si accentuerà nel Machiavelli ultimo, dopo tante sofferte sconfitte. Il suo obiettivo sostanziale restava il radicamento di un senso della cittadinanza repubblicana quale base di una difficile concordia sociale alimentata da una vera e propria «religione civile».