PADOVA - In meno di una settimana tre episodi di violenza estrema hanno sconvolto le notti dell'Arcella (la cronaca a pagina 13 del fascicolo nazionale). Due sparatorie e un accoltellamento con un uomo ridotto in fin di vita e uno brutalmente picchiato in strada. Zone diverse (San Bellino, San Carlo, la prima Arcella), ai quadranti opposti del quartiere più popoloso di Padova. Ma un'unica scia di brutalità.
L'ATTACCO Quello della sicurezza per Padova è sempre un tema caldo e all'indomani dell'ultimo episodio il centrodestra è andato all'attacco. «L'Arcella merita di essere conosciuta per la sua storia, per la sua identità, per il suo tessuto sociale e commerciale e per le tante persone perbene che ogni giorno vivono, lavorano e investono nel quartiere. Purtroppo, invece, troppo spesso è al centro delle cronache per episodi di spaccio, violenza e criminalità. Una narrazione che, ancora prima, è una realtà che deve essere interrotta» sono le parole di Eleonora Mosco, capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Padova. Che prosegue: «Quello che continua a mancare è il cambio di passo da parte dell'Amministrazione comunale. Sono anni che chiediamo più videosorveglianza, migliore illuminazione, presìdi della Polizia Locale, il taser per gli agenti e una presenza costante nei quartieri, migliore controllo su tante attività artigianali. Abbiamo presentato mozioni e interrogazioni, ma soprattutto siamo stati sul territorio, ascoltando cittadini esasperati. Non basta commentare l'ennesimo episodio di violenza: serve la volontà politica di prevenire, di presidiare e di restituire ai padovani una città più sicura. L'Arcella merita molto di più di questa rassegnazione».Sempre dal lato Lega, incalza Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia che ieri mattina ha incontrato il questore Marco Odorisio: «Sono venuto per ringraziare lui e tutti gli uomini, le donne di questa Questura, che ovviamente a Padova stanno facendo un grande lavoro, perché anche gli ultimi episodi accaduti in questa città dimostrano che ovviamente lo Stato c'è, presentissimo. La risposta è stata immediata in tutte e tre le occasioni, quindi siamo assolutamente soddisfatti. Lancio un messaggio anche a questa amministrazione di Padova, che si è sempre battuta contro ogni tipo di strumento volto a garantire maggiore sicurezza. L'amministrazione di una città che ha a cuore i bisogni dei cittadini deve stare a fianco della polizia».E poi ancora chiude il cerchio Antonio De Poli, senatore Udc: «Questi interventi confermano l'importanza di strumenti come la zona rossa nell'area della Stazione e dell'Arcella e del protocollo operativo che consente l'utilizzo del Taser, rivelatosi decisivo per fermare il malvivente. Come ha ricordato il questore, a Padova non esistono zone franche. Proprio per questo è necessario proseguire su questa strada, rafforzando la presenza dello Stato e investendo ancora di più nella sicurezza urbana. È un tema prioritario nella nostra agenda: solo così potremo costruire una Padova sempre più sicura per tutti i cittadini».Accoltellato a collo e addome in strada: 36enne in fin di vita. Aggressore bloccato con la lama ancora tra le mani. Alba di sangue all'Arcella LA REPLICA Non minimizza l'assessore alla Sicurezza Diego Bonavina ma fa notare che la sicurezza è un tema molto complesso: «Sono fatti sicuramente gravi e per fortuna le nostre forze dell'ordine lavorano alla grande afferma Dopo di che dobbiamo stare sempre molto equilibrati perché ho l'impressione che più ci si avvicina alla campagna elettorale più si fanno slogan, e non è questo il modo di fare sicurezza. La situazione a Padova è migliorata negli ultimi 10 anni, lo dicono i dati. Questo grazie all'attività delle forze dell'ordine, all'attività dell'amministrazione di riqualificazione degli spazi, per rendere la città più attraente. Solo nel mondo dei sogni non succede nulla, dopo di che non voglio minimizzare i fatti di questi giorni: hanno fatto alzare l'asticella della nostra attenzione, siamo in contatto continuo con le forze dell'ordine. Sono problemi di ordine pubblico e ci affidiamo a loro».E poi il dato: «In 10 anni siamo passati da 230 telecamere di vecchia generazione a mille telecamere nuove precisa quindi che non si dica che non abbiamo fatto qualcosa». È preoccupato? «Sono tranquillo perché stiamo facendo tanto e faremo di più. L'ultima iniziativa riguarda le pagode nei parchi, per avvicinarci alle persone che vogliono il contatto con la polizia locale. C'è una sola soluzione? No, ce ne sono mille che messe assieme possono aiutarci a migliorare».









