PADOVA - Ancora una sparatoria notturna in strada all'Arcella. Dopo l'episodio del 29 giugno in piazza Dalla Vecchia, nella tarda serata di mercoledì 1 luglio è successo in via Saetta. La polizia ha arrestato un 22enne sequestrandogli una pistola e un machete, oltre a una scacciacani.L'intervento

A dare l'allarme, alle 22.30, sono stati alcuni residenti che hanno riferito di aver udito degli spari in strada, esplosi da un'auto in corsa nell'area verde di via Saetta. Sul posto sono confluite quattro pattuglie appurando che i colpi d'arma da fuoco era partiti da una Opel Insignia grigia. La vettura è stata rintracciata in via del Plebiscito con a bordo tre giovani che, alla vista della polizia, sono scesi e scappati a piedi in via Leonati, dove si sono nascosti sul retro del distributore di carburante. L'incidente e l'arresto Uno di loro (poi identificato in un 22enne cittadino italiano di origine marocchina) è stato bloccato e arrestato mentre i complici sono tutt'ora ricercati. Subito dopo è stata recuperata anche la Opel, che nella fuga si era schiantata sul muretto di una casa di via Leonati danneggiando un tubo del gas, rendendo necessario l'intervento dei pompieri. A breve distanza è stata recuperata e sequestrata una pistola a tamburo Colt Python 357 Magnum, con matricola abrasa e canna da 4 pollici. L'arma era pronta a sparare: nel tamburo aveva infatti quattro cartucce ed il cane alzato e armato. La polizia ha perquisito l'abitazione del 22enne, dove è stata sequestrata anche una pistola scacciacani (a salve). Il giovane è quindi stato arrestato per il porto abusivo di armi clandestine.Le indagini La questura indaga ora a tutto campo sia per rintracciare i due fuggiaschi che per circostanziare la sparatoria. Resta infatti da capire quale fosse il movente dell'azione, come pure se possa essere connessa con quanto accaduto in quartiere poche sere prima, dove un giovane tunisino è stato brutalmente picchiato da un gruppo di persone che lo hanno raggiunto in auto mentre camminava in strada, esplodendo anche alcuni colpi di pistola. Entrambi gli episodi sembrano riconducibili ad atti intimidatori e avvertimenti nel mondo della criminalità. L'ultimo in particolare è definito dal questore Marco Odorisio «un gesto criminalistico definito “stesa” attraverso il quale si vuole sottolineare una sorta di marcatura del territorio» richiamando una modalità di sparatoria tipica della criminalità organizzata campana e del Sud.