Se intesa sarà, sarà al fotofinish. Nel centrodestra gli sherpa lavorano pancia a terra per trovare il punto di incontro sulle preferenze, che potrebbe dar vita ad un unico emendamento di maggioranza da portare direttamente in Aula. La deadline è lunedì e, inevitabilmente, i riflettori sono puntati sugli avanzamenti nel weekend. Allo studio ci sarebbe una rosa limitata di soluzioni che ruotano attorno all'ipotesi del solo capolista o di una piccola quota bloccata e il resto no. Ma, in particolare dentro Lega e FI, sarebbe ancora in corso un confronto interno ai partiti.
Il tema impatterà sulla composizione del prossimo Parlamento quindi non è affatto secondario. Eppure, i partiti, che partono da posizioni differenti (FdI e Nm a favore delle preferenze, Lega e FI tendenzialmente no) trapela ottimismo. "Siamo pronti a discutere. L'importante è difendere l'impalcatura generale" della proposta che punta alla "stabilità", "il centrodestra ha sempre trovato accordo e lo troverà anche in questa situazione", dice il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani. Un concetto ribadito anche dal leghista Igor Iezzi che rimarca l'unità trovata sull'impalcatura "complessa" della legge: "Resta questa differenza sulle preferenze che secondo me non è fondamentale". Per confrontarsi, sottolinea, "c'è un weekend...". Non è escluso che dopo il confronto tecnico, la soluzione vera e propria - se trovata - arrivi lunedì mattina, a ridosso della scadenza per la presentazione degli emendamenti fissata all'ora di pranzo.







