Roma, 23 feb. (askanews) – Quella di Sanremo potrebbe essere la settimana buona. E magari sarà anche un caso che tutto succeda proprio nei giorni in cui in tanti saranno distratti dal festival della canzone italiana, ma il centrodestra sarebbe pronto a depositare a breve la sua proposta di riforma della legge elettorale. Dopo lo sprint imposto da Giorgia Meloni agli alleati nell’ultimo vertice di maggioranza, il giorno segnato in rosso sul calendario, almeno nei desiderata di Fdi, dovrebbe essere mercoledì.

Le prossime ore verranno utilizzate per le limature e per sciogliere gli ultimi nodi e le eventuali residue resistenze politiche del resto della coalizione. Ma il testo, nella sostanza, sarebbe già pronto. L’impianto è quello ormai stra noto di un proporzionale con premio di maggioranza da fare scattare alla coalizione che dovesse raggiungere il 40%. Ma come funzionerebbe l’assegnazione? Sia alla Camera che al Senato, il calcolo verrebbe fatto su base nazionale, la ripartizione però a Montecitorio avverrebbe su base circoscrizionale mentre per palazzo Madama su base regionale (con l’obiettivo di non inciampare in rilievi di costituzionalità). Nello specifico il premio consisterebbe in 70 deputati e 35 senatori. Seggi che, però, verrebbero scomputati dall’assegnazione su base proporzionale. Per dirla in numeri: al Senato, togliendo quelli dei senatori all’estero e delle province autonome e Valle d’Aosta, il numero di seggi che resta da assegnare è circa 190. L’assegnazione su base proporzionale verrà fatta appunto sottraendo i 35 seggi del premio, quindi per 155 seggi. Poi alla coalizione che supera la soglia del 40% viene assegnato anche il ‘pacchetto’ previsto dal premio.