Pubblicato il: 11/07/2026 – 20:09

di Giorgio Curcio

LAMEZIA TERME Una sala gremita al T Hotel per la prima assemblea politica regionale di Futuro Nazionale. Ma, a margine dell’atteso incontro, il responsabile per il Mezzogiorno Rossano Sasso, insieme al deputato Domenico Furgiuele, nominato nei giorni scorsi commissario del movimento dell’ex generale Vannacci in Calabria. Presente il capogruppo in Consiglio comunale a Lamezia, Massimo Cristiano e l’assessore lametino Donata Amicarelli. Insieme hanno incontrato la stampa per fare il punto sul radicamento del nuovo soggetto politico in Calabria e sulle prospettive del movimento a Lamezia. Ed è proprio dalla città che prende le mosse il confronto politico, a partire dalle polemiche che hanno accompagnato l’adesione del gruppo presente in Consiglio comunale. Tra queste, la contestazione sulle presunte 600 tessere riconducibili ai comitati contrari alla nuova linea, una ricostruzione respinta durante la conferenza stampa, numeri alla mano.

«246 persone su circa 5mila iscritti»

Secondo quanto spiegato, il “comitato 144” conterebbe 386 iscritti, ma 212 avrebbero successivamente preso le distanze. Resterebbero quindi 174 adesioni, alle quali si aggiungerebbero le 72 attribuite al “comitato 1067”. Il totale dei potenziali dissidenti sarebbe dunque di 246 persone su circa 5mila iscritti in Calabria, e non di 600. «Quando il gruppo di Lamezia Terme è entrato in Futuro Nazionale, le tessere in Calabria erano 4mila. Oggi sono 5mila», è la replica arrivata dal tavolo. Una risposta che punta a ridimensionare la portata della contestazione e a spostare il confronto dal numero dei comunicati al peso politico ed elettorale degli amministratori che hanno aderito al nuovo progetto. «Capisco le tessere, i comitati e i comunicati inviati alle testate, ma poi ci sono anche i numeri che contano. Oggi non si blinda un partito, oggi si apre un partito», chiosa il deputato Furgiuele.