La Sicilia si propone come fulcro della transizione ecologica nazionale, sostenuta da investimenti miliardari e da una macchina amministrativa che, per una volta, corre. Dal rapporto del primo semestre 2026 della Commissione Tecnica Specialistica (CTS) della Regione Siciliana emerge un’accelerazione senza precedenti: in sei mesi sono state esaminate 600 pratiche, con il rilascio di 450 pareri ambientali favorevoli che hanno messo in moto investimenti per più di 35 miliardi di euro.
La stagione delle attese interminabili sembra chiudersi. La CTS ha imposto un cambio di passo decisivo, riducendo i tempi di istruttoria per le pratiche considerate prioritarie – piani regionali, emergenza idrica, interventi PNRR e infrastrutture – a soli 45 giorni. Nel primo semestre sono stati emessi 733 pareri complessivi (di cui 682 conclusivi) e l’obiettivo fissato per fine anno è di 1.200-1.300 pronunce, consolidando l’aumento di produttività degli ultimi tre anni. Il risultato più vistoso è l’azzeramento dell’arretrato storico.
Il motore di questa spinta è il comparto delle energie pulite. Dagli uffici della CTS sono transitati progetti per oltre 11,6 GW di potenza, con circa 6 GW già autorizzati. A trainare è l’agrivoltaico, che da solo rappresenta il 58,1% del totale esaminato (circa 6,79 GW), integrando coltivazioni e fotovoltaico. Seguono l’eolico onshore (22,1%) e un settore offshore (10%) in rapida ascesa, con 21 proposte attualmente al vaglio nelle acque siciliane.










