Per l'assessore Marnati, il lavoro dei soccorritori ha evitato la perdita di altri 3.500 ettari e 3 milioni di alberi; la Regione stima che gli ecosistemi più preziosi impiegheranno fino a 70 anni per tornare come primaPer l'assessore Marnati, il lavoro dei soccorritori ha evitato la perdita di altri 3.500 ettari e 3 milioni di alberi; la Regione stima che gli ecosistemi più preziosi impiegheranno fino a 70 anni per tornare come prima"Una vera e propria catastrofe ecologica": non c’è altra definizione, secondo la Regione Piemonte, per il bilancio provvisorio degli incendi che hanno devastato il territorio nelle ultime settimane. Il computo complessivo ha raggiunto una quota compresa tra 800 e 900 ettari bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. Alla base dell'emergenza, spiega la Regione, c'è la combinazione tra una stagione calda e siccitosa, protrattasi dalla fine di maggio ai primi giorni di luglio, e l'ondata di caldo record degli ultimi giorni, culminata mercoledì 8 luglio, accompagnata da forti venti di caduta da nord che hanno ulteriormente aggravato il pericolo di incendi boschivi.L'origine: fulmini, vento e terreni secchiSecondo quanto riferito dai Vigili del Fuoco, l'origine dei roghi è di natura meteorologica: le fiamme sono state innescate dai fulmini caduti durante i violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi. I bollettini del Centro funzionale dell'Arpa avevano già segnalato un aumento della pericolosità dall'inizio di luglio, con un ulteriore peggioramento l'8 del mese, giorno in cui alle alte temperature si sono sommati forti venti di foehn in quota.Il fronte più colpito è quello della Valsesia, nel Vercellese, dove sono già andati in fumo 450 ettari di territorio. A Premosello Chiovenda, nel Verbano Cusio Ossola, le fiamme hanno divorato 226 ettari, arrivando a distruggere il 60 per cento della superficie boschiva della zona e cancellando ecosistemi di quercete, faggete e boscaglie pioniere. In Valle Soana, nel Torinese, un vasto incendio in quota ha raggiunto il territorio del Parco nazionale del Gran Paradiso, tra Valprato Soana e Ronco Canavese: partito da zone impervie di erba e rododendri, il fuoco ha poi intaccato anche i boschi di abeti e larici.Settecentomila alberi perdutiNelle sole aree già colpite, la stima puntuale della Regione parla di 700 mila alberi perduti. Il danno, avverte la nota, va ben oltre la vegetazione: il fumo e la distruzione degli habitat colpiscono direttamente microfauna, insetti impollinatori, rettili e uccelli nidificanti, mentre grandi mammiferi come caprioli e camosci sono stati costretti alla fuga verso i territori abitati. Per tornare come prima, stima la Regione, ci vorranno dai due ai cinque anni per il ritorno delle prime specie vegetali pioniere, dai quindici ai vent'anni per lo sviluppo di un bosco giovane con la fauna selvatica, e tra i cinquanta e i settant'anni perché gli ecosistemi complessi di querce, faggi e conifere d'alto fusto ritrovino la loro piena maturità."Ogni ettaro di bosco perso è una ferita al cuore del pianeta", ha dichiarato l'assessore regionale all'Ambiente, Matteo Marnati, ringraziando "i Vigili del Fuoco, i piloti dei mezzi aerei e i volontari Aib" impegnati contro le fiamme. Secondo i modelli di simulazione di Arpa Piemonte, ha aggiunto Marnati, l'intervento coordinato dei soccorritori ha evitato la distruzione di altri 3.500 ettari potenziali di territorio, salvando oltre 3 milioni di alberi e alcune frazioni abitate a fondovalle. L'assessore alla Montagna, Marco Gallo, ha annunciato che la Regione avvierà i ripristini forestali non appena le condizioni al suolo lo permetteranno, sul modello di quanto già fatto dopo i grandi incendi del 2017, ma solo dopo aver valutato la capacità di rinnovazione naturale del bosco. Sul fronte della qualità dell'aria, le misurazioni dell'Arpa non hanno rilevato valori tali da rappresentare un rischio per la salute: alla centralina di Domodossola i valori di polveri sottili, saliti fino a 250 microgrammi per metro cubo nel tardo pomeriggio del 9 luglio, erano già scesi a una media giornaliera di 55 microgrammi il giorno successivo.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
"Catastrofe ecologica" in Piemonte, il bilancio (provvisorio) degli incendi è di oltre 800 ettari e 700 mila alberi bruciati
Per l'assessore Marnati, il lavoro dei soccorritori ha evitato la perdita di altri 3.500 ettari e 3 milioni di alberi; la Regione stima che gli ecosistemi più p










