Pubblicato il: 11/07/2026 – 16:55
di Gi. Cu.
LAMEZIA TERME Si chiude dopo oltre vent’anni la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Antonio Torcasio, ucciso nel maggio del 2003 davanti al Commissariato di pubblica sicurezza di Lamezia Terme. La Sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha reso definitive le assoluzioni di Angelo Anzalone e Vincenzo Torcasio, alias “Giappone”, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati dalla Procura generale contro i proscioglimenti pronunciati nel precedente giudizio d’appello. La decisione è arrivata nell’ambito del processo nato dall’operazione “Andromeda”, incentrata sulla presunta organizzazione mafiosa Iannazzo-Cannizzaro-Daponte e su alcuni fatti di sangue maturati nell’estate del 2003, tra cui gli omicidi di Antonio Torcasio e Vincenzo Torcasio.
Dall’ergastolo all’assoluzione definitiva
La posizione di Angelo Anzalone aveva attraversato un lungo e complesso percorso processuale. Nel febbraio del 2017 il gup di Catanzaro lo aveva condannato all’ergastolo per l’omicidio di Antonio Torcasio, contestandogli il ruolo di esecutore materiale e, in particolare, il compito di guidare la moto sulla quale viaggiava l’uomo che avrebbe esploso i colpi contro la vittima. Secondo l’accusa, Torcasio era stato raggiunto davanti al Commissariato, dove si era recato per adempiere agli obblighi impostigli dall’autorità giudiziaria. La condanna all’ergastolo era stata confermata nel luglio del 2018 dalla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, ma successivamente la Cassazione aveva annullato la sentenza con rinvio, lasciando ferma la responsabilità per il reato di associazione mafiosa. Nel nuovo giudizio d’appello, celebrato nel luglio dello scorso anno, la Procura generale aveva nuovamente chiesto l’ergastolo. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro aveva però assolto Anzalone dall’omicidio pluriaggravato, compresa l’aggravante dell’agevolazione mafiosa, condannandolo a dieci anni di reclusione per associazione mafiosa. Contro l’assoluzione aveva presentato ricorso la Procura generale, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Antonio Larussa, aveva impugnato la parte relativa alla determinazione della pena per il reato associativo. La Cassazione ha ora dichiarato inammissibile il ricorso dell’accusa, rendendo definitivo il proscioglimento per l’omicidio. Accolto invece il ricorso della difesa sul trattamento sanzionatorio, con annullamento e rinvio alla Corte d’Assise d’Appello per una nuova determinazione della pena.











