di Benedetta Moro
Ce ne sono in ogni città, si fa sport e poi si sta insieme, sudati, senza trucco né tacchi, davanti all’aperitivo o a una pizza. Così Micol, 30 anni, si è fidanzata con Giorgio, 36, e Luca, 29 anni, con Elena, 28. Storie, numeri e qualche app da provare
Porta Venezia, Milano, ore 6. Micol Ceruti, impiegata in un ufficio commerciale di un’azienda tech, si allaccia le scarpe. Davanti a lei, il suo nuovo gruppo di corsa, gli Urban Runners. «Devi trovarti un fidanzato!», le avevano detto i colleghi. «Cercati un running club e vedrai che lo incontrerai». Non era lì per questo. Eppure. Ha conosciuto Giorgio Palermo, 36 anni, sei in più di lei, sviluppatore web. «Un colpo di fulmine? Non proprio…», ci tiene a precisare lui. «Ma a furia di vederci, due volte a settimana, qualcosa è scattato, lentamente». Lentamente, durante un pranzo post maratona. «Sentivamo il bisogno di una conoscenza diretta. Le app ti tolgono il piacere del confronto».
La corsa ha creato un suo piccolo mondo. Dopo il padel, oggi è il nuovo modo di socializzazione, che si costruisce attraverso i running club, per alcuni i neo-Tinder. Gruppi che nascono non solo per “performare”. Funziona così: si corre qualche chilometro e poi si sta insieme. Sudati, senza trucco né tacchi, davanti all’aperitivo, una pizza o al soft clubbing.







