Dimenticate le camicie sudate in discoteca all’inseguimento dell’alba, i cocktail discutibili pagati a peso d’oro e i postumi del giorno dopo passati a letto a maledire le proprie scelte di vita. Oggi, nel 2026, all’alba ci si sveglia direttamente. Ma non per un attacco di produttività tossica, bensì per allacciarsi le scarpe da ginnastica e raggiungere il proprio running club. Da New York a Milano, da Londra a Cagliari, la corsa è diventata l’assoluto trend di massa. Un’onda colorata senza genere e senza età che ha conquistato le strade, capitanata però da una guida inaspettata: la Gen Z. Sì, proprio i nativi digitali – i nati tra il 1997 e il 2012 – spesso accusati di essere pigri, indolenti e perennemente incollati a uno schermo, hanno deciso di stravolgere le regole del gioco.

L’addio alla corsa solitaria: il running diventa pop

La corsa vecchio stile – quella solitaria, un po’ sofferta, fatta di cronometri analogici e sguardi fissi sull’asfalto – ha lasciato il posto a un fenomeno collettivo, inclusivo e decisamente instagrammabile (anzi, “stravabile”). A guidare questi nuovi club della corsa sono spesso poco più che ventenni, capaci di radunare via social centinaia di amatori per trasformare un allenamento in un evento pop, tra completini coordinati, scarpe all’ultimo grido e occhiali veloci.