La ricerca online di una storia d’amore, o di sesso, sta passando di moda. Così eventi, cene di gruppo, esperienze condivise si prendono la rivincita

di Olga Noel Winderling

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Alla fine, lo ha dovuto ammettere anche Spencer Rascoff – ceo di Match Group, la società americana che gestisce il più grande portafoglio globale di servizi d’incontri online tra cui Tinder, Meetic e Hinge. In una lettera aperta su LinkedIn ha riconosciuto che, sì, le app di dating del gruppo stanno deludendo le aspettative. E lo stesso accade alla concorrenza: secondo i dati di Bank of America, nel quarto trimestre del 2024 gli utenti globali di Tinder (lo swipe basato perlopiù sull’attrazione fisica) e di Hinge (più basato sulla compatibilità), ma anche di Bumble (l’app che permette alle donne di fare la prima mossa dando loro più controllo in generale), sono calati del 6% rispetto all’anno precedente. Mentre il titolo Match Group, nell’ultimo quinquennio, ha perso quasi il 70% del suo valore, con un sentiment generale verso il business degli incontri che “resta ampiamente negativo” (Citigroup, 28 gennaio). Eppure, c’è stato un tempo in cui sembravano una soluzione. Una promessa. Una forma di ottimizzazione algoritmica dell’amore: più veloce, più semplice, senza fraintendimenti. Tre passaggi, nessuna zona grigia. Match. Chat. Date. Come fosse un’equazione esatta. Poi qualcosa si è incrinato.