Spesso i mercato raccontano storie meglio dei libri di sociologia. Il declino delle dating app è una di queste. Match Group, colosso proprietario di Tinder e altre piataforme, ha visto crollare le sue azioni del 68% nel 2023, registrando un calo del 3% negli utenti paganti nel terzo trimestre del 2024. Anche Bumble non se la passa meglio: le sue quotazioni sono precipitate del 30% dopo aver rivisto al ribasso le previsioni di crescita annuale. I download di Tinder sono diminuiti di un terzo rispetto al 2014, mentre nel complesso le principali piattaforme hanno perso oltre un milione di utenti: 594.000 su Tinder, 368.000 su Bumble, 131.000 su Hinge. Un sondaggio condotto da Forbes Health su 1.000 americani nel 2024 ha rilevato che oltre tre quarti degli intervistati della Gen Z si sentono esausti e svuotati dopo l’uso delle app di incontri. In parole povere, la Gen Z ha cominciato a stufarsi del dating digitale, imparando a diffidare dell’algoritmo dell’amore.
La solitudine che non si swipa via
Dietro il declino delle dating app si nasconde un paradosso tutto contemporaneo: mentre il mondo diventa sempre più connesso, il 21% degli adulti americani si sente cronicamente solo, con picchi allarmanti tra i giovani. Il 28% dei 18-24enni dichiara di sentirsi sempre o spesso solo - quattro volte il tasso degli over 65. A livello globale, il 25% dei 15-18enni e il 27% dei 19-29enni sperimentano livelli significativi di solitudine.







