Gianfranco Polillo mette in discussione le stime diffuse da Giuseppe Conte sui costi per l’Italia degli obiettivi Nato, richiamando la necessità di un confronto fondato su dati e valutazioni rigorose
Probabilmente insoddisfatto della sua performance a “In onda”, la trasmissione di La7, Giuseppe Conte è voluto tornare sull’argomento. In un lungo post su X ha scritto: “Avete visto che polverone? In Italia basta mettere in discussione i miliardi buttati per la corsa al riarmo per finire bersaglio di attacchi da tutte le direzioni”. Da qui il riproporre un suo vecchio cliché. Ma come sono buoni questi russi! Chi li dipinge per quello che effettivamente sono, lo fa solo per fare un favore “ai potenti comparti industriali e finanziari che ne traggono profitto economico”. Più o meno dei prezzolati al servizio dei padroni delle ferriere. “Basterebbe” infatti “costruire una difesa comune europea per un notevole risparmio di spese militari”. Più che giusto.
Dal 2014 al 2025, secondo l’ultimo rapporto annuale della Nato, la relativa organizzazione è costata tra i 960 e i 1630 miliardi di dollari l’anno. Di cui il 65/70%, a carico degli Stati Uniti, il resto sulle spalle dei rimanenti 30 Paesi. Se Donald Trump non avesse manifestato l’intenzione di non voler più continuare a tirare la carretta, non vi sarebbe stato nemmeno il bisogno di spendere un euro in più. Ma così, purtroppo, non sembra essere nelle intenzioni dell’inquilino della Casa Bianca. Sempre che non si lasci convincere dall’avvocato del popolo. Il quale nell’attesa insiste.











