Ci sono i brevetti, che sono depositati e pubblicati. E poi ci sono i segreti industriali, che non sono registrati da nessuna parte ma che spesso valgono molto di più. È su questi che Apple ha deciso di aprire una delle battaglie legali più importanti della sua storia recente, citando in giudizio OpenAI, la divisione hardware io Products e due ex dirigenti accusati di aver sottratto informazioni riservate per accelerare lo sviluppo dei futuri dispositivi di intelligenza artificiale. Amici e nemici La causa, depositata presso il tribunale federale della California settentrionale, segna un salto di qualità nello scontro fra due aziende che fino a poco tempo fa erano anche partner. Nel 2024 Apple aveva infatti scelto ChatGPT come supporto esterno per Siri e Apple Intelligence. Oggi sostiene che OpenAI abbia costruito parte della propria offensiva nell’hardware appropriandosi di conoscenze accumulate a Cupertino in decenni di progettazione. Sotto accusa ci sono Tang Yew Tan, per ventiquattro anni uno dei dirigenti più influenti nello sviluppo di iPhone e Apple Watch e oggi Chief Hardware Officer di OpenAI, e Chang Liu, ex ingegnere Apple passato all’azienda di Altman. Non figura tra gli imputati il Jony Ive, designer di Apple per tre decenni, autore di prodotti che hanno fatto la storia, come l’iPod, l’iMac, l’iPhone. Dopo aver lasciato Cupertino ha fondato un collettivo di design, LoveFrom, e una startup, io, acquisita da OpenAI per circa 6,5 miliardi di dollari e integrata nel progetto per una nuova categoria di dispositivi AI.