di

Aldo Cazzullo

Nella semifinale del 14 luglio si affrontano a Dallas le due nuove superpotenze del football

DAL NOSTRO INVIATODALLAS - La semifinale mondiale è la rivincita della finale europea. Il 14 luglio, martedì, si affronteranno qui a Dallas le due nuove superpotenze del calcio. Eclissate Italia, Germania, Brasile, le squadre che hanno fatto meglio negli ultimi vent’anni (Argentina a parte) appartengono a Paesi che non avevano una grande tradizione: Francia e Spagna. Entrambe hanno poi creato una scuola, uno stile di gioco, un’idea del calcio. E hanno rinfocolato così una rivalità secolare, combattuta anche con le armi, in particolare per il controllo del Paese da entrambe più amato: l’Italia.

La Francia, dal mondiale perduto nel 2006 a DeschampsIl calcio francese è diventato grande con i figli dell’immigrazione: italiana, spagnola, maliana, antillana nel 1982; nera e araba nel 1998; soprattutto africana adesso. Se martedì la Francia vince, conquista la terza finale consecutiva ai Mondiali. Il presagio è propizio: si gioca appunto il 14 luglio, festa nazionale, presa della Bastiglia, simbolo della Rivoluzione. Già nel 2006 la Francia del kabilo Zidane e dell’antillano Henry era la squadra più forte; ma in panchina aveva lo sciagurato (e odioso) Domenech, che non valeva il nostro Lippi. Dal 2012 la Nazionale è nelle solide mani di Didier Deschamps, uomo saggio. Non sarà il calcio champagne degli anni di Platini; ma i Bleus puntano tutto su tecnica e velocità, al servizio del grande Kylian Mbappé.