La semifinale.13 luglio 2026 alle 00:15Mercoledì sera ad Atlanta il nuovo capitolo di una storica rivalità
Oltre che nel tabellone, fin dai sedicesimi, la semifinale tra Argentina e Inghilterra era scritta nel destino e perfino nei cori che da due Mondiali accompagnano la Selección. Sono passati 60 anni dalla partita degli “Animals” di Londra, 40 dal pugnetto furtivo e dalle meraviglie di Maradona sul prato dell’Azteca, sempre nei quarti. Sabato mattina, poi, alla vigilia dei due rispettivi impegni è morto Antonio Rattín, che dell’Albiceleste del ‘66 fu capitano, e dalla cui espulsione nacque una rivalità accesissima, che per decenni avrebbe mischiato in modo inestricabile il calcio e la politica. E il cui nuovo capitolo si ripeterà mercoledì alle 21 ad Atlanta, mettendo in palio un posto in finale ai Mondiali.
La prima volta
Nacque tutto nel Mondiale inglese, in una partita tesa e sporca che gli argentini incattivirono con ogni mezzo, tanto che il ct dei Tre Leoni, Alf Ramsey, non si fece problemi a chiamarli «animali»: sputi, tirate di orecchie e capelli, intimidazioni che andavano oltre i tackle. Al 36’ Rattín fu cacciato per doppia ammonizione in una scena tragicomica, dato che per minuti restò in campo non capendo (o fingendo di non capire) le parole dell’arbitro: non esistevano i cartellini, introdotti da lì in avanti.











