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Carmine Aymone

Con i suoi Rockers fu l'artista scelto per aprire le tre date italiane del gruppo inglese: Milano, Genova e Roma

Nel giugno del 1965 Peppino di Capri - scomparso oggi a 86 anni - si trovò sullo stesso palco dei Beatles per l'unico tour italiano della band di Liverpool. Con i suoi Rockers fu l'artista scelto per aprire le tre date italiane del gruppo inglese: Milano, Genova e Roma. Era un incontro tra due stagioni della musica popolare che stavano cambiando contemporaneamente. Da una parte i Beatles, ormai simbolo mondiale della nuova cultura giovanile e del beat britannico; dall'altra Di Capri, uno degli interpreti italiani che più aveva contribuito a introdurre nel nostro Paese il rock'n'roll, il twist e un nuovo modello di intrattenimento musicale.

Quell'evento racconta un passaggio decisivo nella storia della musica italiana: il momento in cui il linguaggio internazionale del pop iniziò a confrontarsi con la tradizione melodica nazionale, aprendo la strada alla trasformazione culturale degli anni Sessanta. Quando i Beatles arrivarono in Italia, non erano più soltanto una band di successo: erano già diventati un fenomeno culturale. Nel giro di pochi anni John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr avevano trasformato il gruppo nato nei locali di Liverpool in una macchina musicale capace di influenzare gusti, comportamenti e linguaggi di un'intera generazione. Il 1965 era un anno cruciale. I Beatles avevano già conquistato Stati Uniti ed Europa, avevano alle spalle tournée internazionali e una popolarità senza precedenti. Ma, soprattutto, stavano iniziando una nuova fase artistica: il beat delle origini lasciava spazio a una scrittura più complessa, destinata a emergere pienamente nei lavori successivi. L'Italia li accolse in un clima particolare. Il pubblico giovanile era pronto a riconoscersi in nuovi simboli, ma il sistema musicale nazionale era ancora dominato dalla tradizione del Festival di Sanremo, dai grandi interpreti melodici e da un'industria discografica che guardava con cautela ai cambiamenti provenienti dall'estero. L'arrivo dei Beatles rappresentò quindi più di un concerto: fu un confronto diretto con una nuova idea di musica pop.