Milano, 11 luglio 2026 – La musica italiana piange Peppino Di Capri, autore e interprete che ha attraversato ogni stagione del pop tricolore. Nel 1965, quando è ormai consacrato come presenza fissa nelle hit-parade ed è protagonista delle numerose manifestazioni canore che attraversano lo Stivale, Di Capri ha l’occasione di fare da “open act” a una band esplosa solo qualche anno prima e diventata fenomeno generazionale.

Stiamo parlando dei Beatles. Gli “scarafaggi” di Liverpool, dopo gli esordi fra il Cavern Club e le esperienze nei club tedeschi, si sono affermati in tutto il mondo, venendo accolti in ogni loro esibizione da orde di giovanissimi fan scatenati. La “beatlemania” invade il globo. Non fa eccezione l'Italia, anche se nel nostro Paese, ancora ben legato alla tradizione del bel canto, le proporzioni del fenomeno sono più limitate rispetto ad altri stati europei, oltre che ovviamente la natia Gran Bretagna.

Il minitour

Peppino Di Capri viene scelto come supporto dei Beatles in Italia. Li accompagna in tre date. A Genova, Roma e Milano. Qui i Fab Four, ancora nella loro versione scanzonata e pop, fra acconciature a caschetto e stivaletti a punta (i cosiddetti beatle boots), si esibiscono al velodromo Vigorelli. Una struttura, quella allora dedicata alle seguitissime sei giorni di ciclismo su pista, che può contenere fino a 22mila spettatori. Se ne presentano circa settemila.