di
Cesare Giuzzi
La donna stava passando davanti a un bar in via Castel Morrone, quando tre uomini seduti a un tavolo l'hanno importunata con parole sessiste. Quando il compagno ha preteso le scuse, uno dei tre l'ha picchiato e ha estratto la pistola. Arrestato a casa della sorella
Prima gli insulti alla ragazza, poi quando il fidanzato ha preteso le scuse, un 37enne albanese gli ha puntato la pistola alla testa e lo ha aggredito. Una scena da Far west andata avvenuta giovedì mattina fuori da un bar di via Castel Morrone. Alla fine l’uomo, con una sfilza di precedenti in particolare per furti in casa, è stato arrestato dagli agenti della polizia. Quando si sono presentati dove vive — a casa della sorella — lui ha cercato di disfarsi della pistola lanciandola dalla finestra del bagno. Sotto però c’erano gli investigatori del commissariato Monforte-Vittoria che avevano circondato il palazzo per precauzione e che hanno recuperato la pistola: una calibro 7.65 con sette colpi, risultata rubata in un furto in casa avvenuto nel 2018. Nel suo appartamento la polizia ha recuperato anche 6.600 euro in contanti. Somma che il 37enne non ha saputo giustificare ed è stata così sequestrata.
Tutto inizia quando la giovane viene «molestata» da tre albanesi che stanno bevendo fuori da un bar di via Castel Morrone. Partono insulti sessisti, lei si ferma e inizia a discutere. Loro si giustificano: «stavamo parlando tra di noi nella nostra lingua, vai via». La donna però chiama il fidanzato, un italiano di 39 anni, che abita poco lontano. Lui scende e subito però uno dei tre (gli altri si allontaneranno poco dopo) gli va incontro e dopo aver messo le mani dietro la schiena, come in una scena da film, estrae una pistola semiautomatica e gliela punta in faccia. Poi inizia a colpire la vittima con calci e pugni. Fuggi fuggi generale e la vittima e la fidanzata poco dopo si presentano al commissariato di via Carlo Poma per fare denuncia. Gli agenti, diretti da Antonio D’Urso, raccolgono il loro racconto e preparano un album con i sospettati. Tra loro c’è anche il 37enne albanese che gli agenti stanno già «monitorando» per alcuni furti. I due fidanzati, che nel frattempo sono andati in ospedale, riconoscono subito il 37enne. A quel punto scatta il blitz a casa della sorella, che vive poco lontano, dove anche lui è domiciliato. Appena la prima pattuglia bussa alla porta il 37enne apre la finestra del bagno e getta l’arma che viene subito recuperata dai poliziotti. Poi apre la porta di casa fingendosi sorpreso per la presenza degli agenti. Ma ormai è tardi e scattano le manette.














