HomePoliticaSi fa presto a dire estrema sinistra. Rifondazione flirta col campo largoLe contestazioni a Napoli contro i leader del centrosinistra hanno scoperchiato il vaso di Pandora. Potere al Popolo in solitaria, incognita Dibba. I post comunisti cercano il dialogo con il Pd (ma Avs frena)Elly Schlein segretaria Pd (Roberto Serra/ Iguana)Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 11 luglio 2026 – Chi c’è e ci sarà a sinistra del centrosinistra? Potere al Popolo, questo è indubbio. E non per la manifestazione di dissenso napoletano nei riguardi della leadership del campo largo, ma perché raccoglie un arcipelago irriducibile al bipolarismo e la coalizione di centrosinistra. Rifondazione comunista, invece, e un altro arcipelago di sinistra tirano a trovare un’intesa col campo largo, anche se al dunque sono proprio i cugini di Avs, Alleanza Verdi e Sinistra, a risultare i principali avversari e competitor sul piano elettorale.

Giorgio Cremaschi, ex leader torinese della Fiom ed esponente di spicco di Potere al Popolo, promette senza tema di smentita che le liste ci saranno. A raccogliere eventualmente le firme per la presentazione della lista indipendente a suo avviso potranno "dare una mano" anche le radicate Usb guidate dal romano Guido Lutrario e altri soggetti autonomi. Sta di fatto che esiste un arcipelago, composto anche dai gruppi studenteschi di “Cambiare rotta“ e altre soggettività, che non intendono ridursi all’alleanza col centrosinistra e pensano di correre in proprio. Difficile, anzi, impossibile, l’ipotesi che possano trovare un’intesa con il dissidente post grillino Alessandro Di Battista, "ammesso che Marco Travaglio gli consenta di fare davvero la lista contro Giuseppe Conte", come rilevano non senza fondamento dagli ambienti di sinistra.