Alessandro Di Battista non l’hanno (per ora) né visto né sentito, gli attivisti di Potere al Popolo che due giorni fa, a Napoli, hanno contestato il campo largo in versione ristretta, anche se l’ex grillino, con l’associazione “Schierarsi”, forse si schiererà davvero a sinistra del centrosinistra. Dove però adesso – e non in solitaria – si muove Potere al Popolo. “Non parliamo di qualcosa che al momento non esiste”, dice Matteo Giardiello, membro del comitato esecutivo nazionale di PaP. Che cosa è successo nel capoluogo campano? “Ci hanno accusato di aver rovinato la piazza del centrosinistra”, dice Giardiello, “ma se la sono rovinata da soli: quella piazza era già un flop, se si pensa che doveva essere il momento di lancio della grande coalizione progressista. C’erano soltanto tre o quattrocento persone. Poche, tanto più in una città dove il campo largo governa in maniera unitaria Comune e Regione”. Siete stati vissuti come i guastafeste che attaccano da sinistra la sinistra ma non la destra. “Semplicemente siamo andati lì per scoperchiare il vaso di Pandora delle contraddizioni presenti nel campo largo. E Napoli, come esempio da cui partire, farebbe venire da ridere, non fosse che è la città in cui vivo e quindi ogni tanto mi fa venire da piangere”.In che senso? “Abbiamo un’emergenza casa e affitti altissimi, per non parlare della turistificazione e dell’innalzamento prezzi dovuto all’assedio delle piattaforme di B&B. Chi se ne occupa? Né mi pare ci si occupi dei disoccupati, non a caso presenti in piazza quel giorno come noi”. Che cosa dovrebbe fare il campo largo? “Puntare su due o tre punti chiave su cui articolare il proprio programma. Invece già litiga su temi fondamentali, a partire dalla patrimoniale”. Che PaP fortissimamente vuole. “Certo. Bisogna tassare l’un per cento più ricco della popolazione e redistribuire quelle risorse su transizione energetica, sanità pubblica, piano casa. Ma Conte, Fratoianni e Schlein dicono ognuno una cosa diversa sul tema. Per non parlare delle questioni internazionali. Una coalizione alternativa alla destra dovrebbe essere chiara, e per noi chiarezza significa: no al riarmo, no all’invio di armi, critica profonda alla Nato che non soltanto è pericolosa, ma anche dannosa”. Dannosa? “Sta imponendo l’aumento di spese di riarmo, una tragedia dal punto di vista finanziario che porterebbe oltretutto a ingrassare soltanto l’industria delle armi. Ma intanto abbiamo visto la destra del Pd criticare Conte per la sua posizione riguardo alla Russia. Insomma, la coalizione ha le gambe corte. Altro che Campo Largo, pare un campo santo già prima di iniziare”.Qual è l’atlante della possibile nuova “Cosa rossa”? “Il 14 giugno scorso”, dice Giardiello, “abbiamo lanciato una grande assemblea nazionale a cui hanno partecipato diverse realtà: da Usb, Unione dei sindacati di base, al collettivo Gkn alle associazioni palestinesi agli studenti alle varie vertenze ambientali e sociali al Movimento di lotta per la casa ai No tav. Tutti questi mondi hanno espresso una volontà chiara: costruire un campo di alternativa alla destra autonomo da un centrosinistra che, in questo momento, non ha le carte né la volontà né la possibilità di rappresentare un certo tipo di istanze”. Se Di Battista si facesse avanti, come lo vedreste? “Per adesso non abbiamo interlocuzione con lui e quindi non lo valutiamo proprio come ipotesi. E abbiamo già il nostro piano: creare attorno a PaP un campo alternativo aperto a tutti. Da settembre lanceremo un piano di costruzione del programma sui territori, con assemblee in ogni provincia”.Chi guiderà il processo? “Noi mettiamo a disposizione la nostra comunità e i nostri portavoce che sono stati rappresentativi, insieme a persone provenienti da altri mondi, durante la mobilitazione Pro Pal”. Da dove partirete? “Abbiamo due problemi da risolvere in fretta. Molti elettori sfiduciati, rivedendo gli stessi volti, i vari Renzi e i vari Conte’, pensano: ‘Li abbiamo già votati in passato, ma hanno fatto il Jobs Act, i decreti sicurezza e varie politiche che ci hanno tagliato le gambe’. E a quel punto quegli elettori votano a destra. Altri invece disertano le urne, lasciando il paese in mano alle clientele. Ecco, noi vorremmo risvegliare questi elettori delusi e le ragazze e i ragazzi che, tramite la mobilitazione Pro Pal e la campagna per il No al referendum, si sono re-innamorati della capacità di incidere. A ottobre ci sarà una grande manifestazione nazionale contro il governo Meloni, in cui emergerà in maniera chiara questa composizione attorno a un asset programmatico e rivendicativo”. E pazienza se, intanto, un Di Battista s’avanzerà.
Potere al Popolo lancia la road map. E Di Battista? “Al momento non esiste”
"Ci hanno accusato di aver rovinato la piazza del centrosinistra a Napoli”, dice Matteo Giardiello, membro del comitato esecutivo nazionale di PaP, "ma se la sono rovinata da soli: quella piazza era già un flop, se si pensa che doveva essere il momento di lancio della grande coalizione progressista"












