HomePoliticaSpie russe, gli ex 007 dal giudice"Mai fornite informazioni riservate". E scoppia il caso politico italiano. ."Mai fornite informazioni riservate". E scoppia il caso politico italiano. .Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Veronica PasseriROMAIl riarmo europeo, il sostegno militare all’Ucraina e la "minaccia russa". Più il caso spionaggio, con l’espulsione, decisa dal governo, di due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma. Ce n’è abbastanza per far toccare un nuovo minimo storico ai rapporti tra Italia e Russia e alimentare, sul piano interno, la discussione dentro e fuori dal campo largo. Ieri Giuseppe Conte che, dalla piazza unitaria di mercolesì a Napoli, aveva messo in discussione l’esistenza di una "minaccia russa", che giustificherebbe il piano di riarmo europeo e della Nato, è intervenuto di nuovo, per confermare le sue parole. Prosegue anche il filone dell’inchiesta e ieri sono stati sentiti dai giudici gli ex 007 che, secondo le indagini della Procura di Roma, avrebbero venduto informazioni alla Russia.

Sul fronte politico il leader Cinquestelle tiene il punto spiegando che "in Italia basta mettere in discussione i miliardi buttati per la corsa al riarmo per finire bersaglio di attacchi da tutte le direzioni. Io lo confermo: non penso che la minaccia numero uno per gli italiani sia la volontà della Russia di invaderci", sono più preoccupanti, insiste Conte, altre minacce come "il crollo dei salari rispetto al 2021, i costi energetici che mandano sul lastrico le aziende, i 130 milioni di ore di cassa integrazione aumentate in appena due anni, le file in ospedale, il record storico di persone in assoluta povertà". Le reazioni non mancano a cominciare da quelle degli alleati del campo largo, con accenti più o meno critici. Riccardo Magi (+Europa) ribatte che "il pericolo russo è un fatto non un’opinione", mentre il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni smorza, spiegando che l’Europa è sotto attacco, ma più dal punto di vista politico che militare.