di
Simone Canettieri
Dopo la bisteccheria del clan Senese sulla Tuscolana (costata cara all’ex sottosegretario meloniano Andrea Delmastro), questa volta la cronaca gastro-politico-giudiziaria si sposta nell’ombreggiato, borghese Monteverde, al ristorante di Valter Lavitola, Cefalù
Dal bancone del pesce fresco alla «cucina» di Report. Valter Lavitola non solo ospitava nel suo bistrot di mare Cefalù, nel cuore di Monteverde, il suo amico Sigfrido Ranucci, ma lo andava a trovare anche in via Teulada, zona Prati, dove c’è la redazione della trasmissione d’inchiesta, o negli immediati dintorni. Sono i giornalisti di Report a raccontare al Corriere di averlo visto «almeno tre o quattro volte» bazzicare da quelle parti, in redazione o sotto gli studi Rai. Chiacchiere tra amici. Da una prima verifica degli accessi risulterebbe solo un pass a nome del ristoratore, ex faccendiere, risalente al 2021. Ulteriori controlli sono in corso.
Ora però, tra un brodetto di pesce e una frittura di neonata, si insinua un dubbio: sarà vero ciò che dice Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, che chi voleva sistemare le cose con Report andava a cena chez «Valterino» per perorare la sua causa e con l’occasione farsi anche uno spaghetto alle vongole (per il Gambero rosso «non memorabile» al contrario del «generoso» sauté di cozze)? Giorgio Mottola, cronista di punta della trasmissione, dice: «Lavitola non ha mai condizionato nessuna delle nostre inchieste. A Report i giornalisti lavorano in autonomia ai propri pezzi e Sigfrido ci ha sempre garantito massima libertà e indipendenza».











