HomeFermoCronacaCaso Di Ruscio, episodio 4. Sarebbe ’incompatibile’. Il Comune vuole garanzieL’ente, seppur soccombente nel contenzioso, predente ancora altre prove. Il consigliere: "Che altro mi chiederanno ora?". Palla (di nuovo) alla Giunta. .Saturnino Di Ruscio, 67 anni, ex sindaco di Fermo dal 2001 al 2011Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciResta ancora nel limbo il caso del consigliere Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo) e la sua presunta incompatibilità legata a un contenzioso innescato quattro anni fa contro il Comune, che ha occupato indebitamente proprietà della famiglia Di Ruscio e, con sentenza del Tribunale di Fermo, è pure risultato soccombente, condannato a risarcire un danno di cui poco o nulla si è parlato finora, ma che si attesta intorno ai 170-180mila euro.

Una sentenza che il Comune ha deciso di appellare "risultando contraddittoria sotto diversi profili e lesiva degli interessi dell’ente", si legge nel deliberato. Una procedura, va detto, che rientra nella normale prassi, ma che assume contorni surreali considerando che va di pari passo con continue e serrate interlocuzioni dell’amministrazione e dell’apparato comunale col consigliere Di Ruscio, per dirimere la questione della incompatibilità. E, per la cronaca, sta accadendo che Di Ruscio è arrivato alla quarta proposta con conseguenti atti concreti, per assecondare le richieste ‘pulciose’ che gli vengono avanzate dall’ente per accreditare la sua presenza in Consiglio comunale. Non è stata sufficiente la cessione del giudizio, come ha comunicato in prima battuta il diretto interessato appena appreso della sentenza e della sua elezione a consigliere comunale, per eliminare l’incompatibilità, "seguendo una procedura già adottata e avallata per altri casi che si sono verificati prima del mio". In seconda battuta, Di Ruscio ha rinunciato agli atti del giudizio e "la norma prevede che ci sia l’accettazione da parte della giunta con propria deliberazione", ma neanche questo è bastato. In terza istanza, con lettera firmata da Di Ruscio e dal suo legale, ha rinunciato agli interessi che dovrebbero sorgere dalla sua elezione a consigliere comunale e per tutta la durata del mandato, ma neanche questo è stato sufficiente. "Siamo alla quarta opzione – afferma con tono ironico Di Ruscio – oltre a rinunciare a tutto questo, mi hanno chiesto di impegnarmi in 30 giorni ad alienare la proprietà oggetto del contendere. Cosa che ho fatto – afferma Di Ruscio – andando davanti a un notaio, ho inviato l’atto l’altro giorno. Che altro mi chiederanno a questo punto?". Adesso la palla passa alla Giunta, che dovrà decidere se tali atti sono sufficienti a superare l’incompatibilità (ricordando che tutto è legato a un contenzioso in cui, ad oggi, il Comune è soccombente), deliberare e riportare il caso al prossimo Consiglio, che potrebbe tenersi in data 21 luglio.