Nessuna risposta ufficiale è ancora arrivata dal Ministero sulla richiesta di deroga per il mantenimento del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia, ma i numeri registrati nei primi mesi del 2026 alimentano l’ottimismo delle istituzioni e degli operatori sanitari. Il traguardo dei 500 parti annuali, considerato un parametro strategico per la conferma del servizio, appare oggi più vicino che mai. Dall’inizio dell’anno sono infatti 267 i parti effettuati nel reparto di ostetricia e ginecologia del presidio valdarnese, con una crescita significativa rispetto allo stesso periodo del 2025: 44 nascite in più rispetto all’anno precedente. Se il ritmo attuale dovesse essere confermato nei prossimi mesi, la proiezione a fine anno porterebbe a quota 499 parti, praticamente a un passo dalla soglia dei 500. Il tema è stato al centro della conferenza dei sindaci del Valdarno, riunita a San Giovanni alla presenza dei vertici della Asl Toscana Sud Est, tra cui il direttore generale Marco Torre, dei responsabili delle unità operative coinvolte nel percorso nascita e del Calcit Valdarno.
"Abbiamo visto un aumento dei parti provenienti dalle vallate del Casentino e dall’area fiorentina, in particolare da Figline Valdarno e Reggello – ha detto Valentina Vadi – Per questo abbiamo chiesto al direttore generale di rafforzare il legame con il Valdarno fiorentino, rendendolo più strutturato sia dal punto di vista ospedaliero sia consultoriale". Anche Marco Torre, ha confermato il quadro positivo emerso dall’incontro. "Siamo sempre in dolce attesa, come si dice in questi casi, però il nostro lavoro sta andando avanti – ha spiegato Torre – Abbiamo riportato il servizio verso i 500 parti. Questo è ciò che mette in sicurezza il percorso, insieme al lavoro che continueremo a fare e all’integrazione professionale con il territorio".







