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L’assessore alle infrastrutture Boni durante la manifestazione per salvare l’ospedale
Manca l’ufficialità, ovvero la lettera di conferma sul tavolo della Regione, ma sembra ormai certo che il Punto nascita dell’ospedale della Gruccia sia salvo almeno per un anno. Un periodo che potrebbe consentire di studiare una soluzione definitiva per scongiurare il colpo di spugna su un reparto riferimento di un bacino d’utenza di oltre 100 mila abitanti. Sulla proroga di 12 mesi, concessa dal Comitato per i punti nascita del Ministero della Salute, avrebbe pesato il dossier infrastrutturale dell’assessorato regionale di cui è titolare Filippo Boni che ha elencato i problemi legati alla viabilità nel tragitto dal Valdarno al San Donato di Arezzo. Tempi di percorrenza insostenibili, non solo dai centri periferici, con reali pericoli per la salute di gestanti e nascituri. Riavvolgendo il nastro di una vicenda che ha mobilitato istituzioni, Asl Toscana Sud Est, volontariato e, soprattutto, tanti residenti orgogliosi di nascere sicuri nella loro terra, assistiti da personale di estrema professionalità, è logico che la notizia, sebbene ufficiosa, abbia riacceso la speranza di non perdere il reparto già da 4 anni sotto la soglia minima dei 500 fiocchi rosa e azzurri fissata dall’OMS, attestandosi a 480. Per questo a fine 2025 la commissione ministeriale aveva chiesto all’ente toscano di procedere alla chiusura, ma la giunta Giani si è opposta deliberando l’istanza di deroga. Fumata bianca, dunque? Parrebbe di si, anche se Regione, Azienda Sanitaria e Conferenza dei sindaci valdarnesi sottolineano che, ad oggi, non è pervenuto alcun atto ufficiale o documentazione formale e richiamano alla responsabilità in una fase di delicato confronto istituzionale evitando "ricostruzioni affrettate". La Asl ha ribadito l’intenzione di preservare i punti nascita territoriali, ricchi di competenze professionali e radicati nelle comunità locali, nonché il loro ruolo nella rete materno-infantile. Il tutto nella convinzione che "prossimità, qualità e sicurezza del percorso nascita rappresentino un valore da preservare". Parole accolte con favore dai primi cittadini impegnati da mesi per salvaguardare un presidio sanitario la cui tutela è "priorità politica e istituzionale" e la presidente Valentina Vadi ha annunciato che proseguiranno le iniziative di valorizzazione "per consolidarne attrattività e prospettive future". Se ne parlerà nella prossima seduta della Conferenza zonale prevista per il 4 giugno. Cautela d’obbligo, quindi, ma per il sindaco di Montevarchi Silvia Chiassai Martini un anno in più di vita è un "obiettivo al ribasso" e non basta per blindare il futuro del reparto; l’unica possibilità sarebbe stata una deroga per motivi orografici, ribadisce, criticando le politiche sanitarie regionali.












