Arezzo, 22 maggio 2026 – Il presidio valdarnese avrà un anno di tempo per tornare sopra la soglia dei 500 parti Una proroga di dodici mesi che allontana, almeno per il momento, il rischio di chiusura del punto nascita dell’ospedale Santa Maria alla Gruccia. È quanto emerge dalle ultime indicazioni del Comitato nazionale percorso nascita del Ministero della Salute, riportate questa mattina dal quotidiano Repubblica, secondo cui il reparto di Montevarchi potrà proseguire la propria attività ancora per un anno. Il punto nascita valdarnese si trova infatti da quattro anni consecutivi al di sotto della soglia minima indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità, fissata in 500 parti annui. Negli ultimi anni le nascite si sono mantenute stabilmente intorno a quota 480, una situazione che aveva già portato la commissione ministeriale a chiedere alla Regione Toscana la chiusura del reparto.

La Regione ha però scelto di percorrere la strada della deroga, sostenendo la necessità di mantenere attivo il servizio. Una posizione portata avanti dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani insieme alle istituzioni locali del Valdarno, alla Asl e ai numerosi cittadini che negli ultimi mesi hanno sostenuto la battaglia per salvare il presidio ospedaliero. Alla base della decisione ministeriale anche il dossier infrastrutturale predisposto dall’assessorato regionale alle infrastrutture guidato da Filippo Boni. Nel documento inviato al Ministero viene evidenziato un elemento considerato decisivo: le difficoltà legate alla viabilità e i tempi di percorrenza verso l’ospedale San Donato di Arezzo, ritenuti troppo elevati per garantire un’alternativa efficace e sicura al presidio della Gruccia.