"Andando a memoria le sanzioni assurde e sproporzionate applicate dall’amministrazione comunale ai giocatori di carte di nazionalità bangladese all’interno dei nostri giardini pubblici richiamano le ordinanze dell’ex-sindaco di Treviso, ormai il fu Giancarlo Gentilini, soprannominato lo sceriffo, che giunse a far togliere le panchine in centro per impedire agli stranieri e agli homeless di sdraiarcisi sopra e a disporre che gli stessi non stazionassero nei parchi. Parliamo degli anni ’90". Il presidente del Comitato civico Onwatch, Giuliano Leone, parte da lontano – circa tre decadi fa – per commentare il recente episodio dei 13 bengalesi multati perché giocavano a carte seduti sul manto erboso dei giardini storici della Spezia, contravvenendo al divieto comunale.
"Quegli stessi cittadini bengalesi – spiega Leone – sono impiegati a centinaia nella cantieristica che compone quel Miglio Blu tanto decantato dall’amministrazione come assoluta eccellenza e agli stessi viene riservato un trattamento sul posto di lavoro in cui, tra l’altro – ecco il decoro – viene persino negata la possibilità di farsi una doccia". Leone lo definisce come un vero e proprio paradosso che vengano puniti "lavoratori in condizioni di grave disagio, sottopagati e vittime di caporalato. Viene anche da chiedersi come si possa intervenire con tale durezza su persone economicamente deboli in una circostanza del tutto innocua richiamando il principio del decoro".








