Ormai hanno tutti le scarpette appese al chiodo, ma non dimenticano. Sono gli ex calciatori della squadra dilettantistica del Centro Orafo, che negli anni ’90 partecipò per diverse stagioni ai campionati Uisp. A qualche anno dalla morte di Walter e Riccardo Bonistalli, rispettivamente presidente e dirigente, e in accordo con Alessio Bonistalli, figlio di Walter e fratello di Riccardo, e che era l’allenatore, li hanno ricordati con una nuova lapide di marmo per la loro tomba.
Queste le parole di Andrea Mitresi, capitano della squadra e promotore dell’iniziativa: "Quando hai abbondantemente superato i cinquant’anni, sempre più spesso ricordi con nostalgia, con una gioia che talvolta diventa malinconia struggente e con un piacere dolce-amaro i tempi della giovinezza. L’incoscienza, il divertimento non programmato che nasce spontaneo da una giornata con gli amici, le risa, un viaggio, la condivisione delle gioie effimere e delle angosce che paiono insormontabili, che scandiscono la vita di ogni ragazzo dai venti ai trent’anni. Walter per me, ma sono sicuro di poter parlare a nome di tutti coloro che hanno avuto la fortuna e il privilegio di trascorrere dei momenti indimenticabili con lui, era la sintesi di tutto questo. Vulcanico, appassionato, sempre pronto a tenderti una mano per aiutarti, lavoratore infaticabile e fucina di idee, amava i suoi ragazzi come se tutti fossero suoi figli. Con Riccardo, inseparabile da lui, che gli faceva da contraltare, una spalla perfetta in un duetto teatrale pronto alla scena. Nessuno, nemmeno uno di quei ragazzi, oggi uomini, si è tirato indietro in questa iniziativa, perché tutti siamo cresciuti, maturati e abbiamo condiviso esperienze indimenticabili grazie a Walter. A volte racconto degli aneddoti ai miei figli, descrivo quello che accadeva negli spogliatoi della squadra, le risate, le urla, le prese in giro, i canti intonati da Walter, le partite di calcio, le imprecazioni contro gli arbitri e il delirio, sempre positivo, per le vittorie. Ma viviamo in tempi assai diversi e a noi che abbiamo avuto la fortuna di esserci, non resta che dire grazie a Walter e a Riccardo.









