Un negozio di 80 metri quadrati nel centro storico di Sarzana del valore di oltre 62 mila euro è stato sequestrato dalla Guardia di finanza nell’ambito di un’indagini finalizzata su bilanci falsificati per ottenere finanziamenti pubblici. Un’operazione di livello nazionale che ha portato al sequestro di beni per ben 640 mila euro. Le fiamme gialle hanno sequestrato i beni a un soggetto soggetto ritenuto tra i promotori e organizzatori di un’associazione per delinquere volta a commettere plurime truffe aggravate ai danni dell’Unione Europea e dello Stato e reati societari. Il nucleo di Polizia economico finanziaria di Biella, con la collaborazione di altri reparti del corpo di Campania, Marche e Liguria, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo, per equivalente, emesso dal gip di Bologna, su richiesta dell’ufficio di Torino della Procura Europea, su tre immobili del valore complessivo di 639 mila euro. Il provvedimento, che integra quello già eseguito a luglio dello scorso anno, ha colpito il patrimonio occulto di uno dei promotori e organizzatori di uno strutturato gruppo criminale che, avvalendosi anche di esperti tributaristi e centri di assistenza fiscale sull’intero territorio nazionale, dopo aver costituito delle società intestate e gestite da prestanome, ne falsificava i bilanci per ottenere indebitamente finanziamenti pubblici nazionali ed europei di varia natura. Conclusa la prima fase dei sequestri, infatti, l’attenzione delle Fiamme gialle biellesi, coordinate dall’Eppo di Torino, si è concentrata sulla ricerca di ulteriori beni - sequestrabili fino al raggiungimento del controvalore dei profitti illeciti percepiti ¬- dei quali gli indagati avessero l’effettiva disponibilità, senza esserseli formalmente intestati. Qualche mese fa era già stata individuata e sequestrata un’auto del valore di 65 mila euro e, ora, i sigilli sono scattati per tre tre immobili, acquistati da uno degli indagati e intestati fittiziamente a dei parenti, pur mantenendone la continua disponibilità. Uno dei quali nel centro di Sarzana. Sono così stati sequestrati, ai fini della futura confisca, che contribuirà a ristorare i finanziamenti garantiti da Mediocredito centrale e controgarantiti dall’Unione Europea illecitamente percepiti.