PADOVA - Ci sono i terreni già recintati, ci sono i progetti già approvati e ci sono anche i rendering che mostrano come potrebbe essere «uno degli ospedali più moderni d’Europa». Ora però il problema è trovare i soldi per realizzarlo.
Chi finanzierà il nuovo grande polo sanitario di Padova? Il piano richiede un investimento di oltre 870 milioni. Regione e Università stanno cercando forme di finanziamento alternative all’accordo con Inail e intanto trapelano i primi dettagli su come si sta muovendo la giunta Stefani.
Una parte del finanziamento potrà essere in capo direttamente alla Regione che potrà accendere un mutuo, con un tasso di interesse fisso e stabilito a priori, su una spesa totale certa. Una modalità impossibile invece da attuare con Inail, che diventerebbe stazione appaltante e deciderebbe quindi le varianti d’opera con il rischio che il costo aumenti.
Gli uffici stanno poi esplorando altre due strade: una compartecipazione della Cassa depositi e prestiti e l’arrivo di risorse ministeriali provenienti principalmente dal Ministero della Salute. Il ragionamento è questo: «Le grandi strutture sanitarie in quasi tutte le regioni sono state pagate anche dal Ministero. Perché qui non dovrebbe succedere?». Un ragionamento che prenderebbe forza nel caso in cui l’ospedale di Padova venisse riconosciuto “ospedale di terzo livello”, ovvero altamente specializzato. Che tipo di mutuo potrà contrarre la Regione e quante risorse potranno arrivare da Roma? La partita - ancora molto incerta - si gioca tutta qui.










