Aggiungi Milano Finanza alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti

Satispay sfida le banche: «fra dieci anni i leader non saranno quelli di oggi». La app nata nel 2013 per semplificare i piccoli pagamenti, ora vuol fare leva sui suoi 6,5 milioni di clienti per trasformarsi in piattaforma finanziaria completa: «ma non compreremo una banca, chiederemo una licenza ex novo». Il co-fondatore e ceo Alberto Dalmasso ha spiegato a Class CNBC (video www.milanofinanza.it) la nuova strategia dopo il lancio di tre carte di debito e l'apertura alla possibilità di investire dalla app in azioni ed Etf. L'obiettivo è arrivare a un miliardo di ricavi entro il 2030, soglia oltre la quale il gruppo valuterà la quotazione in borsa. A giugno i ricavi annualizzati 2026 sono saliti a quota 120 milioni. L'anno scorso il fatturato è stato di 73,8 milioni, in crescita del 53%, mentre la perdita è rimasta stabile a 40,5 milioni.

Domanda. Satispay è nata e cresciuta come rivoluzione dei pagamenti. Perché ora questo cambio di strategia?

R. Più che un cambio di strategia è il completamento della nostra visione. Satispay è diventata un'abitudine quotidiana per oltre sei milioni di persone e questo ci permette di ampliare l'offerta. Negli anni abbiamo visto crescere l'utilizzo dei salvadanai, degli investimenti e del welfare aziendale. Da qui la convinzione di poter costruire una piattaforma completa di servizi finanziari, che comprenda pagamenti, investimenti, credito e, in prospettiva, banking.