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Francesco Bertolino

La fintech lancia la sfida a Revolut e alle banche tradizionali

Satispay si prepara a diventare una banca. La fintech ha lanciato ieri tre carte di debito in collaborazione con Mastercard, compiendo un passo deciso verso il settore bancario. Le tre carte consentiranno ai 6,5 milioni utenti non solo di fare acquisti nei negozi che non accettano Satispay ma anche di pagare all’estero. Daranno poi accesso a una serie di servizi diversificati in base all’ammontare del canone — da 3,99 a 39,99 euro al mese. Da settembre, tuttavia, la carta «base» sarà disponibile anche senza necessità di sottoscrivere un abbonamento.

Il circuitoSi tratta di una svolta drastica per Satispay, che è nata nel 2013 con l’idea di costruire una rete di pagamento alternativa e più economica rispetto a quelli tradizionali. Nel tempo, la fintech ha portato a bordo 450 mila esercenti che hanno esposto il Qr code per gli acquisti via app. Che fine farà questo progetto? Sarà cannibalizzato dalle nuove carte Mastercard? Il ceo Alberto Dalmasso è convinto che i due circuiti possano convivere, servendo abitudini di acquisto e casi d’uso diversi. «Le carte esistono già, Non c’è un utente Satispay che non abbia una carta», ha detto Dalmasso. «Questo non impedisce che usino il nostro network perché amano pagare al bancone senza dover fare la coda e molte altre ragioni». D’altra parte, ha aggiunto, «non siamo una società che si preoccupa che parte del proprio business sia cannibalizzato. Siamo qui per andare a cannibalizzare il business di altri».