Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSatispay lancia tre carte di debito attive sul circuito globale di Mastercard e compie un passo definitivo verso un modello bancario più tradizionale. Nata invece nel 2013 come alternativa ai classici circuiti bancari, la super app (un’app che aggrega più servizi) cofondata e guidata dal ceo Alberto Dalmasso compie quindi una svolta importante con le sue prime tre carte di debito anche se, assicura Dalmasso, il proprio circuito di pagamento indipendente così come i servizi di welfare aziendale resteranno il core business. A conferma, le stime prevedono che i servizi bancari generino alla fine del 2028 il 25-30% dei ricavi per la società che archivia il primo semestre di quest’anno con ricavi ricorrenti annualizzati per 120 milioni di euro (+75%).
Una delle nuove carte di debito Satispay in partnership con Mastercard
I veri obiettivi che spingono al cambiamento
Ma sullo sfondo c’è da ricordare l’obiettivo di rispettare il traguardo del pareggio in bilancio a fine 2027-inizio 2028, spingere al massimo i ricavi per arrivare al 2030 a quota un miliardo di euro potendo poi pensare a un’eventuale quotazione in Borsa. In parallelo, rimarrà aperto fino a fine 2026 l’aumento di capitale per un massimo di 120 milioni di euro (di cui 60 milioni già garantiti da fondi investitori). Ma su che valore il ceo pensa di chiudere l’aumento di capitale? «Dipende dai target individuati per possibili operazioni straordinarie. Al momento sul tavolo ce n’è una ventina», ha risposto Dalmasso. Insomma, «meglio raggiungere la profittabilità» e in prospettiva «disporre di linee diversificate di ricavi», sempre secondo il cofondatore di Satispay, pensando anche all’altro servizio presentato ieri a Milano che permette di comprare e vendere azioni ed Etf direttamente in app, andando ad aggiungersi ad altri servizi finanziari già assicurati tra cui il Salvadanaio remunerato, i tre fondi di investimento e il Buy now-Pay later (Bnpl).










