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Pierroberto Folgiero, l'amministratore delegato di Fincantieri, voleva fare l'ingegnere. Poi i casi della vita e la proposta del padre di provare a passare il test di ammissione alla Luiss, l'università privata di Confindustria, l'hanno portato a iscriversi a economia e commercio. Ma la cultura tecnica l'ha sempre affascinato.
E così nella prima parte del suo mandato, nel 2023, si è inventato il Polo della Subacquea: ingegneria e tecnologia per solcare i fondali marini nell'era del disequilibrio geopolitico, un'area che per importanza strategica Folgiero paragona allo spazio di 60 anni fa. E poi, come ama ripetere, «il futuro della guerra è sott'acqua: ciò che vola si vede, ciò che è in mare no». Solo scenari pionieristici? No, per Fincantieri sono opportunità di business dall'alta marginalità, più redditizi rispetto alla tradizionale costruzione delle navi da crociera. Anche se più green e sempre meno inquinanti.
L'underwater di Fincantieri è una nuova gamba operativa del colosso controllato da Cdp, da affiancare alle tre produzioni core: navi da crociera, militari e speciali per l'offshore. È la divisione costruita da Folgiero attorno alla tradizionale produzione di grandi sottomarini che ora realizza, ad esempio, droni subacquei per il monitoraggio dei cavidotti nell'era della guerra ibrida, con le relative navi madre portadroni. Assembla i piccoli sommergibili con propulsione a celle a combustibile e a idrogeno. Costruisce mini imbarcazioni telecomandate e progetta mezzi sottomarini e tecnologie per l'estrazione mineraria e l'acquacoltura. Stumenti per difendere le acque territoriali, proteggere le infrastrutture critiche come i gasdotti, i cavi elettrici o quelli internet (da una rete di 1,5 milioni di km di cavi passa il 99% del traffico internet) o banalmente mappare i fondali. È un mercato da aggredire che secondo Fincantieri da qui al 2026 vale 155 miliardi di euro di potenziali ricavi. La parte dei droni sottomarini, di superficie, delle reti wireless acustiche e dei sensori - quello che nel gruppo chiamano l'unconventional underwater - cresce annualmente del 30% contro il 12% del tradizionale mercato dei sottomarini.













