Negli ultimi anni Fincantieri ha scoperto che il vero tesoro del mare non galleggia. Sta sotto. E lì ha deciso di costruire il suo futuro. Per decenni è stata la società che costruiva navi da crociera, militari, traghetti. Oggi continua a farlo, naturalmente. Ma il baricentro strategico si è spostato di qualche centinaio di metri più in basso, sul fondale. È lì che passano i cavi internet, gli oleodotti, i gasdotti, i sensori, le infrastrutture energetiche. È lì che si combatte una parte crescente della competizione geopolitica. Ed è lì che si stanno aprendo alcuni dei mercati più redditizi dell’industria mondiale.

Così il Gruppo vuole controllare l’intera catena del valore

Va in questa direzione l’acquisizione, con un esborso iniziale di 600 milioni, della maggioranza del capitale di quattro aziende molto diverse tra loro ma unite da un filo preciso, ovvero Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm. La prima mappa i fondali e le infrastrutture sommerse, la seconda sviluppa sistemi di comunicazione subacquea, la terza realizza robot autonomi destinati a operare negli abissi mentre la quarta è specializzata nei droni navali di superficie. Mettendole insieme nasce una filiera praticamente completa dell’underwater. L’idea è quella di non limitarsi più a costruire piattaforme, ma controllare l’intera catena del valore – dalla raccolta dei dati alla sorveglianza dei fondali, dai robot autonomi alla manutenzione delle infrastrutture critiche fino alla difesa. È un cambio di paradigma. Per decenni il mare è stato considerato soprattutto una via di comunicazione. Oggi è diventato un’infrastruttura. Sul fondo degli oceani passa oltre il 95 per cento del traffico mondiale di dati attraverso migliaia di chilometri di cavi in fibra ottica. Gasdotti, elettrodotti e impianti eolici offshore moltiplicano il valore economico del sottosuolo marino. Dopo il sabotaggio del Nord Stream nessuno considera più quei fondali un luogo neutrale. Sono diventati un terreno di competizione strategica tra Stati, aziende energetiche e difesa. Fincantieri ha deciso di arrivarci prima degli altri.