Con un investimento da circa 600 milioni di euro, Fincantieri allarga la propria presenza nell’underwater attraverso una serie di operazioni che portano dentro il gruppo nuove capacità nei servizi offshore, nelle comunicazioni subacquee e nei mezzi autonomi. La mossa rafforza un segmento che per il gruppo sta diventando sempre più centrale, tra difesa, monitoraggio dei fondali e protezione delle infrastrutture critiche

Fincantieri investe circa 600 milioni di euro per rafforzare il proprio polo della subacquea. Il gruppo ha raggiunto accordi per entrare nel capitale di Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e Defcomm, ampliando la presenza nei servizi offshore, nelle comunicazioni sottomarine e nei droni autonomi subacquei e di superficie.

Il nuovo perimetro comprenderà otto aziende, circa 1.500 professionisti e attività in Italia, Regno Unito, Paesi Bassi, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti. L’obiettivo è integrare mezzi, sensori, software, telecomunicazioni e servizi destinati sia alla difesa sia alla protezione delle infrastrutture critiche.

Quattro operazioni per ampliare il perimetro

L’acquisizione principale per dimensioni riguarda Next Geosolutions, attiva nelle indagini dei fondali, nelle geoscienze marine e nel supporto alle costruzioni offshore. Fincantieri rileverà inizialmente il 52,6% della società e lancerà successivamente un’offerta pubblica finalizzata al delisting.