In una nota, la Camera Penale sottolinea come il procedimento che ha coinvolto l’avvocato Garisto rappresenti un’occasione per riflettere sulla particolare delicatezza dell’esercizio della funzione difensiva nell’ambito del diritto penale. Secondo i penalisti vibonesi, non è raro che un avvocato possa trovarsi coinvolto in vicende giudiziarie originate da valutazioni investigative maturate nell’ambito del rapporto professionale instaurato con il proprio assistito.

“Nessuna valutazione sull’attività investigativa“

La Camera Penale precisa di non voler esprimere alcun giudizio sulle valutazioni investigative che avevano portato la Procura Distrettuale a chiedere il rinvio a giudizio dell’avvocata Garisto con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Allo stesso tempo, evidenzia come il dibattimento di primo grado abbia consentito di accertare l’insussistenza dei fatti contestati, così come stabilito dal Tribunale collegiale di Vibo Valentia nella sentenza emessa il 1° luglio 2026.

“Una vicenda da lasciarsi alle spalle“

La Camera Penale rivolge infine all’avvocato Daniela Garisto un messaggio di vicinanza, stima e affetto, auspicando che la vicenda giudiziaria rappresenti soltanto una parentesi della sua vita professionale e personale.