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La FIFA e la UEFA sono le due più importanti organizzazioni del calcio mondiale, dato che ne gestiscono gli interessi rispettivamente per il mondo e per l’Europa, dove ci sono i tornei e le squadre più ricche e forti. Da decenni hanno, almeno sulla carta, il comune obiettivo di far crescere il calcio in Europa e nel mondo, ma soprattutto negli ultimi anni sono spesso in disaccordo, e quindi in competizione.

Di mezzo ci sono interessi a volte in contrasto, visioni diverse sul futuro del calcio, e la volontà dell’UEFA di distanziarsi e differenziarsi da quello che decide di fare la FIFA. C’è poi la competizione personale tra i loro due presidenti: lo svizzero Gianni Infantino e lo sloveno Aleksander Čeferin, entrambi alla guida di FIFA e UEFA dal 2016. C’entra insomma il calcio, ma anche molto la politica, le divergenze e le ambizioni personali dei due presidenti. Di certo ci sono ostilità reciproche, e già nel 2025 The Athletic si chiese se FIFA e UEFA fossero impegnate in una «forever war», una guerra eterna.

Una grande prova recente è stato il modo in cui l’UEFA ha criticato la FIFA per la sua gestione della squalifica sospesa all’attaccante statunitense Folarin Balogun prima dell’ottavo di finale contro il Belgio, che in quanto squadra europea è parte di entrambe le organizzazioni. «Esprimiamo la nostra incredulità per una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile», ha scritto l’UEFA in un duro comunicato contro la FIFA, accusandola di aver «superato una linea rossa».