Raid israeliano a Gaza City uccide l'operatore umanitario Mohammad Al-Waheidi nel quartiere di Al-Sabra. Organizzava le proiezioni della Coppa del Mondo tra le macerie. È morto un’ora prima di Argentina-Egitto, nel silenzio più totale della FIFA

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La strage di Al-Sabra e il dramma delle “vittime collaterali”Maxischermi nel conflitto l’oasi di pace per i bambiniIl silenzio dei vertici sportivi internazionali

La violenza bellica nella Striscia di Gaza torna a colpire i simboli della solidarietà e della resistenza culturale quotidiana. Nel corso di un bombardamento aereo eseguito dalle forze militari israeliane nel quartiere di Al-Sabra, a Gaza City, ha perso la vita Mohammad Al-Waheidi, figura di riferimento del panorama umanitario locale e direttore delle relazioni pubbliche del Comitato Egiziano di Soccorso nell’enclave palestinese. L’attacco ha centrato in pieno il taxi su cui viaggiava il funzionario, stroncando una delle voci più attive nel coordinamento degli aiuti alimentari e nell’assistenza psicologica alle famiglie sfollate, proprio a ridosso di un evento che stava unendo la comunità sotto i vessilli dello sport.

La strage di Al-Sabra e il dramma delle “vittime collaterali”