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11 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 9:44
“L’ordine di assassinare uno dei giornalisti più coraggiosi di Gaza era un tentativo disperato di mettere a tacere le voci che denunciavano l’imminente sequestro e occupazione della Striscia”. L’emittente televisiva al-Jazeera ha confermato la morte del giornalista palestinese 28enne Anas Al-Sharif, ucciso ieri da un raid israeliano mentre si trovava in una tenda a Gaza City, davanti all’ospedale di al-Shifa. Insieme a lui sono stati ammazzati il collega Mohammed Qreiqeh e tre cameramen Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa. L’attacco deliberato è stato rivendicato dall’esercito israeliano: l’Idf si è giustificata dicendo che i cinque si “spacciavano” per giornalisti, ma che in realtà costituivano una “cellula terroristica responsabile della preparazione di attacchi con razzi contro civili e truppe” israeliani.
In una nota al Jazeera Media Network ha condannato l’uccisione come “un altro attacco palese e premeditato alla libertà di stampa“. “Il raid arriva – si legge nella nota – nel mezzo delle conseguenze catastrofiche dell’assalto israeliano in corso a Gaza. Anas e i suoi colleghi erano tra le ultime voci rimaste e fornivano al mondo una copertura diretta e senza filtri delle devastanti realtà vissute dalla popolazione palestinese”, si legge nella dichiarazione di al Jazeera. Alla comunità internazionale vengono chieste “misure incisive per fermare il genocidio in atto e porre fine agli attacchi deliberati contro i giornalisti”.













