Pochi minuti prima, Anas al-Sharif posta sui social un video in cui mostra il cielo della notte sopra Gaza, da dietro una rete di protezione. All’improvviso, il buio viene squarciato da una scia di luce seguita da un boato. «Bombardamenti senza sosta. Nelle ultime due ore, l’aggressione israeliana contro Gaza City si è intensificata», scrive il corrispondente di Al Jazeera che si trova davanti all’ospedale di Al Shifa. Non sapendo che il prossimo missile sarebbe stato destinato a lui. Un attacco mirato dell’esercito israeliano proprio sulla tenda dove si trovava insieme ad altri giornalisti, uccide sei persone. Oltre ad Al Sharif, muoiono un altro corrispondente della tv qatarina, Mohammed Qreiqeh, i cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa e il fotoreporter Mohammed Al-Khaldi.
Gaza, uccisi in un raid il corrispondente di Al Jazeera Anas Al Sharif e cinque colleghi. Israele: «Era un terrorista di Hamas»
L'esercito di Netanyahu parla di prove contro il cronista, ma non ha diffuso l'integrale dei documenti. La tv qatarina respinge ogni accusa












